Così la tecnologia trasforma la Direzione del Personale

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da Berlino

È uno dei massimi esperti di Cloud computing in ambito HR. E non poteva mancare all’edizione 2018 di SuccessConnect, l’evento di SAP SuccessFactors organizzato a Berlino dal 18 al 20 giugno. David Ludlow è Group Vice President Product Management di SAP SuccessFactors, ha le idee molto chiare sull’attuale scenario HR. Pochi mesi fa in un’intervista aveva definito la funzione Risorse Umane “discretamente antiquata”. La chiacchierata in esclusiva di Persone&Conoscenze con il manager parte proprio da qui.

“Non è l’HR a essere antiquato”, ci tiene a precisare Ludlow. “Lo sono i suoi processi”. Per questo, secondo il suo parere è necessario che la Direzione del Personale si “rinnovi soprattutto sul fronte delle tecnologie” e l’obiettivo è “portarle all’interno dell’HR”. Tuttavia, rileva il manager, in più di un’occasione le Risorse Umane hanno “dovuto fare i conti con un budget limitato per ripensare i loro processi”. E da qui si possono comprendere i motivi del ritardo dell’HR nell’adeguarsi all’attuale scenario.

Oggi però la tecnologia è in grado di soddisfare le necessità dell’HR che non deve più fare i conti con soluzioni on premise e i loro limiti tecnici: su tutti la ‘durata’ limitata del software e i conseguenti aggiornamenti. La soluzione? “Il cloud, che consente all’utilizzatore finale di percepire l’innovazione e le sua potenzialità”, è la tesi di Ludlow. Secondo cui “il cloud sta diventando molto popolare anche nell’HR”, dopo esserlo stato (ed esserlo tuttora) per l’IT. Non è un mistero che gli Usa sono stati tra i primi a sposare le soluzioni in cloud, seguiti dal tutto il mondo anglosassone, arrivando oggi a essere un tema che riguarda tutti i Paesi, Italia inclusa.

Ma se per l’ICT, popolato di figure con competenze tecniche, il cloud è un argomento familiare, così potrebbe non essere per la Direzione del Personale. “In molte organizzazioni l’HR ha compreso il potenziale del cloud; in altre è ancora concentrato sulla people strategy e non ha ancora capito come la tecnologia sia cambiata”. A tal proposito Ludlow spiega che se “un tempo l’HR acquistava le soluzioni con l’obiettivo di farle utilizzare agli utenti finali”, oggi è chiamata “a soddisfare nuove esigenze”, perché i collaboratori sono consumatori molto esigenti che vogliono vivere “un’esperienza simile” a quella vissuta quotidianamente per esempio sui social. Ecco perché i prodotti HR risentono in modo sempre più evidente dell’influenza dei social.

Se questa è la fotografia del presente, cosa dobbiamo attenderci nel futuro? “Le tecnologie sono profondamente cambiate e se un tempo le relazioni con l’HR passavano dal telefono o dall’apertura di un ticket, oggi possono essere mediate da chatbot o dall’Intelligenza Artificiale”, spiega Ludlow. In fondo sarebbe ‘tempo sprecato’ quello di dover spiegare, per esempio, le policy legate a un ambito specifico se un robot lo può fare al posto di una persona. Ecco dunque che secondo il manager di SAP SuccessFactors, trasformarsi in “digital HR vuol dire usare le tecnologie per soddisfare i dipendenti”.

Significa però che non ci sarà più spazio per l’uomo nella Direzione del Personale? “Non dovremo più svolgere azioni ripetitive, d’altra parte tutti abbiamo confidenza con il Machine learning e l’AI; tuttavia impostare la risoluzione di certe problematiche è profondamente complicato”. Secondo Ludlow, all’uomo è ancora riservato il compito di “occuparsi della carriera e dello sviluppo delle persone”, ma ponendo sempre più attenzione alle tecnologie. “L’HR deve diventare business leader, dispensando consigli”.

Nonostante questa vision, in molte organizzazioni la Direzione del Personale è ancora considerata un costo e non un investimento. Come ribaltare questo pregiudizio? “Bisogna comprendere che gli investimenti in HR sono importanti, perché possono contribuire al successo dell’intera organizzazione. Un caso su tutti è quello di McDonald’s che si è trovata di recente ad affrontare la successione del suo CEO senza aver impostato un succession plan”.

Secondo Ludlow le tecnologie possono risolvere proprio queste situazioni, perché l’HR può avere una visione completa della sua workforce. Ma non è finita. “Di certo l’investimento in HR non ha un ritorno immediato, ma ha una relazione diretta sulla soddisfazione e sul coinvolgimento delle persone ed è importante credere che questi aspetti siano ciò che conta davvero per il successo di un’azienda”.

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