Ciao Stefano

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Dal blog di Stefano Cosulich hrpoet.altervista.org riceviamo la notizia della sua scomparsa. Ci mancheranno i suoi versi e ci mancherà il suo sguardo sul mondo. C’è modo e modo di affrontare il cambiamento. C’è chi ne parla e c’è chi ci si butta a capofitto, chi lo vive prima per parlane poi. Stefano ha cercato di calarsi in altre vite e ha avuto il coraggio di descriverci il mondo delle persone usando altre cifre stilistiche. Non si è messo nei panni dell’altro, così genericamente, ha cercato di vivere la vita degli altri, anche solo per pochi giorni. L’outdoor del clochard, articolo che abbiamo pubblicato ormai tre anni fa, che trovate a questo link, www.runu.it/index.php/loutdoor-del-clochard/ è un’esperienza formativa forte. Stefano ha raccontato come si vive senza niente. Ma lo ha sperimentato prima di raccontarlo. Chi di noi avrebbe il coraggio di fare una cosa così?

Stefano ha avuto anche il grande coraggio di portare la poesia in azienda. Ci vuol coraggio per dialogare in versi con gli operai in produzione. Ma Stefano lo faceva, per stimolare altre riflessioni, per portare le persone a guardare da altre prospettive al modo con il quale facevano le stesse cose ogni giorno.

E ha cercato di farlo anche con noi, quando ha partecipato al nostro evento a Genova portandoci in sala una lunga canalina che, a fatica, è riuscito a far entrare in ascensore. In azienda ci sono persone che lavorano e producono. Chi sono queste persone, cosa fanno? Stefano aveva un verso per tutti, la poesia era un modo per far sentire la sua vicinanza a ognuno. Il titolo del suo intervento al nostro evento era stato ‘La poesia come seme valoriale’. E Stefano ha seminato bene, perché è riuscito nel suo obiettivo di stimolare molte persone che ha incontrato sulla sua strada.

Questi i versi di uno degli amici (hrpoet.altervista.org/nelverso/gli-amici):

Poeta e direttore
Lavora ed usa il cuore
Spargendo i suoi versi
Ci rende un po’ diversi.

Rispetto a quel che siamo
E in quello che facciamo
“Amare ed ascoltare,
mai smetter di pensare”.

E’ questo il suo messaggio
in ogni dì del viaggio;
“E rendere più umano
talvolta il disumano…”

Stefano ci ha invitato a vivere, pensare e comunicare diversamente. Nel suo blog ringrazia la vita con le parole di Violeta Parra, poetessa cilena. Non servono traduzioni.

Gracias a la vida que me ha dado tanto. Me ha dado la risa y me ha dato el llanto, los dos materiales que forman mi canto y el canto de todos, que es mi proprio canto

 

 

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