Blind Recruitment, SAP fa le selezioni al buio per la prima volta in Italia

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Un processo di selezione senza ‘condizionamenti’, nel quale i recruiter si ritrovano tra le mani curricula privi delle informazioni sensibili degli aspiranti lavoratori (per esempio età, sesso e razza) per eliminare qualsiasi tipo di pregiudizio nella scelta del selezionatore. Si chiama Blind Recruitment –letteralmente ‘selezione al buio’– e se in alcuni Paesi come gli Usa è una pratica consolidata, in Italia SAP è stata tra i primi a testarla.

Pietro Iurato, Direttore Risorse Umane di SAP Italia

Durante l’ultima edizione del SAP Forum di Milano, l’azienda leader mondiale nelle soluzioni software per il business, ha organizzato dei colloqui al buio nell’ambito di un progetto pilota riservato ai giovani da inserire nell’organizzazione. “Abbiamo iniziato a confrontarci sulla Blind Interview affrontando i temi della Diversity”, racconta Pietro Iurato, Direttore Risorse Umane di SAP Italia, oltre che del Sud Europa e dal 2018 anche dell’Africa francofona.

“In ambito recruitment utilizziamo un software basato su un algoritmo di machine learning che aiuta la ricerca del selezionatore e che permette di intercettare le candidature in linea con le posizioni aperte, aiutando l’attività poi conclusa dall’uomo con l’intervista”, ragiona il manager. Ed è proprio per azzerare ogni possibile pregiudizio –già basso visto l’utilizzo della tecnologia– che è stata introdotta la Blind Interview, con l’obiettivo di dare “maggior importanza ai contenuti”.

Candidati più aperti grazie al buio

Per svolgere le interviste al buio, SAP ha formato tre recruiter con corsi ad hoc svolti presso l’Istituto dei ciechi di Milano, per consentire loro di gestire il colloquio in stanze prive di luce: “L’effetto non è stato solo quello di evitare di abbattere i pregiudizi, perché le persone si sono dimostrate più aperte in una situazione molto particolare”, continua Iurato.

Quali le opinioni di chi ha partecipato al Blind Recruitment? “Superato lo stupore iniziale, i giovani hanno apprezzato l’esperimento e l’azienda che in questo modo ha dimostrato di essere interessata a conoscere le persone nel profondo senza fermarsi all’apparenza“, spiega il manager di SAP. Ma la sperimentazione non è stata solo un semplice test, perché sono “stati intercettati alcuni candidati” per iniziare “il percorso di assunzione in azienda”. “Il Blind Recruitment ci ha consentito di prendere in considerazione candidati leggermente diversi da quelli che cerchiamo nelle nostre selezioni: è di certo un processo virtuoso, perché l’obiettivo è costruire team più eterogenei“, commenta Iurato.

 

Per approfondire, leggi il numero di Febbraio di Persone&Conoscenze.
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