Autore: Mauro De Martini

luoghi_apprendere.jpg

, , , ,

Nel liceo, la scuola fondata da Aristotele, gli allievi si raccoglievano nel Peripato, l’area del giardino accanto al tempio di Apollo Licio, seguivano le lezioni, studiavano e discutevano tra loro. Qualcuno –non ricordo bene chi o quando– sostenne che alcuni insegnanti “facevano formazione” passeggiando, andando avanti e indietro. Nel IV secolo a.C. ancora non c’ero, ma all’università avevo un professore che insegnava camminando avanti e indietro. In due ore riusciva a fare i chilometri, ansimando e sbuffando come un trenino a vapore. Leggi tutto >

, , ,

Ogni giorno incontro aziende e organizzazioni alla ricerca di persone capaci di affrontare la trasformazione digitale. Quali risorse? Quali profili? Dove cercare? La prima risposta che mi viene in mente, collaborando –ormai dalla loro nascita– con gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), è cercare gli studenti che si diplomano in queste scuole, nate proprio con una vocazione applicativa, oppure negli atenei che formano tecnologi. Leggi tutto >

, , , ,

La questione delle metodologie formative mi pare complessa almeno quanto il cogito cartesiano, con il suo singolare procedere argomentativo.

Ogni giorno cerco nuove soluzioni di metodo per rispondere ai fabbisogni delle aziende e dei partecipanti, e costantemente vivo la frustrazione nel tornare alle solite soluzioni, ai sentieri già battuti, all’asticella bassa. Mi interrogo sulla ragione di ciò e finisco con l’aggrovigliarmi in un nodo di lana caprina. Leggi tutto >

Ascoltare il clima per modificarlo

, ,

“Taci”, punto! È la proposta di D’Annunzio ne La pioggia nel pineto. Peraltro, mi è sempre sembrata piuttosto perentoria. Forse era un invito che rivolgeva a se stesso, prima che al lettore, visto che in quanto a parlare, non si è mai tirato indietro. In ogni caso, è un’indicazione volta a favorire un contesto di attenzione e di ascolto, per poter assaporare il clima. Solo nel silenzio si può udire il suono della pioggia che cade “sui nostri vestimenti leggieri”.

Nelle organizzazioni le persone parlano, si muovono, si scambiano gesti e sguardi. Chi è attento raccoglie le impressioni di come ‘stanno’ le nostre aziende. Non è un compito facile, anche perché, tutti presi dalle urgenze e dalle scadenze, ci possono passare sotto il naso ‘elefanti di disagio’ che, silenziosi come fantasmi, prima o poi fanno danni a cui tocca mettere mano per evitare conseguenze peggiori.

Benvenute le indagini del clima, dunque, che ci consentono di fare il punto della situazione e mettere tra parentesi l’urgenza, per intercettare potenziali criticità che potrebbero causare stress e malessere organizzativo, con l’obiettivo, prima di tutto, di prevenire ed eventualmente eliminare o, quantomeno, contenere i fenomeni negativi.

Rimuginando su queste cose, mi sono interrogato sul significato delle parole che usiamo e su quale relazione possa esserci tra “clima” e “benessere”. Se i termini che utilizziamo per rappresentare la realtà hanno una o più direzioni immaginative che valorizzano le nostre esperienze, allora può diventare interessante sondarne gli effetti sulla nostra visione del mondo.

Certo, non è pratica semplice né scontata. Abitiamo l’epoca dei post, nel mondo ‘post moderno’, ‘post democratico’, ‘post secolare’, ‘post ideologico’ e così via. Secondo la mia prospettiva, nata nel mio piccolo mondo provinciale di ‘nanetto da giardino’, ritengo di vivere nell’epoca del post talk show, in cui

le parole sono diventate rumori Leggi tutto >

  • 1
  • 2

Cookie Policy | Privacy Policy

© 2019 ESTE Srl - Via Cagliero, 23 - Milano - TEL: 02 91 43 44 00 - FAX: 02 91 43 44 24 - segreteria@este.it - P.I. 00729910158
logo sernicola sviluppo web milano

Trovi interessanti i nostri articoli?

Seguici e resta informato!