Autore: Francesco Varanini

Francesco Varanini ha lavorato per quattro anni in America Latina come antropologo. Quindi per quasi quindici anni presso una grande azienda, dove ha ricoperto posizioni di responsabilità nell’area del personale, dell’organizzazione, dell’Information Technology e del marketing. Successivamente è stato co-fondatore e amministratore delegato del settimanale Internazionale. Da oltre 20 anni è consulente e formatore, si occupa in particolar modo di cambiamento culturale e tecnologico. Ha insegnato per dodici anni presso il corso di laurea in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa. Attualmente tiene cicli di seminari presso l’Università di Udine. Nel 2004, presso la casa editrice Este, ha fondato la rivista Persone & Conoscenze, che tuttora dirige. Tra i suoi libri, ricordiamo Romanzi per i manager, Il Principe di Condé (edizione Este), Macchine per pensare.
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Mi soffermo su uno dei temi che attraversa trasversalmente Persone&Conoscenze: l’etica intesa essenzialmente come responsabilità personale e sociale. Mauro De Martini, nella sua rubrica, pone la questione in una maniera nella quale mi ritrovo perfettamente.

“L’impresa è un reticolo formato da portatori d’interesse e vive nell’equilibrio delicato, a volte instabile, tra diverse attese. Per fare scelte etiche corrette si potrebbe, forse, concepire un’impresa in grado di mantenere questo equilibrio […] Tuttavia, subito, il ‘genio maligno’ del dubbio fa sorgere nuove domande. Leggi tutto >

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Il lavoro non si crea per legge. La povertà non la si abolisce con una singola misura. Viviamo, si sa, in un momento in cui gli equilibri geopolitici globali sono particolarmente delicati;

viviamo in un’epoca in cui le tecnologie offrono sempre più opportunità di sostituire con macchine il lavoro umano; viviamo in un momento di rallentamento del tasso di crescita, che tocca in special modo il nostro Paese, gravato dal debito pubblico, da divisioni e anche da una generale carenza di fiducia. Leggi tutto >

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“Mio padre, un bravo padre e un manager amato dai propri collaboratori”, racconta Mauro De Martini nella sua rubrica del numero di Dicembre 2018 di Persone&Conoscenze. Il suo modo di narrare è un buon esempio di quella attenzione alle narrazioni che credo sia una delle caratteristiche distintive della nostra rivista.

“Oggi può darsi che le storie di vita di alcuni di noi siano simili a quella di mio padre”, continua De Martini. “Ma ho l’impressione, intervistando molti manager, operai e professionisti, che il ritmo del cambiamento sia aumentato vertiginosamente […] Alla mia età si è chiamati ancora a cambiare, non sempre in modo progressivo. Spesso dobbiamo fare salti notevoli”. Leggi tutto >

Libertà

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“Sono sempre stato un uomo affamato”, scrive all’inizio del suo libro Marco Poggi, l’autore di Mindfulrevolution, la vita della mindfullness in azienda. Parla di sé, ma credo anche, nel suo auspicio, a nome di ogni essere umano.

Proverò a ripercorrere, dal mio punto di vista, il pensiero che si snoda a partire da questo incipit. Nel farlo, mi trovo innanzitutto a riflettere sulla scrittura, sul modo di narrare. Forse viziato dal mio amore per la letteratura, colgo un affollarsi di riferimenti. Le Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij iniziano così: “Sono un uomo malato”. E subito Dostoevskij continua: “Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole”.

Nel romanzo, scritto in prima persona, ci è dato di seguire l’inarrestabile caduta lungo la china che ci porta a essere cattivi e sgradevoli. Cattivi e sgradevoli innanzitutto a noi stessi. E invece Marco Poggi aggiunge più avanti: “Sono anche un uomo fortunato”.

Il libro che vi accingete a leggere parla infatti di come possiamo – prima come persone, poi anche come lavoratori e manager– cercare e perseguire la via lungo la quale a un certo punto potremo dire: “Mi sentii perfettamente in pace e avvertii crescere delicatamente in me una rinnovata energia vitale”.

Consapevole di non essere il primo a narrare, ma di inserirsi in un fiume di narrazioni, Poggi narra. Ogni persona narra. Non mi stanco di ricordare che nella N di narrare, così come nel latino gnarus, resta traccia della radice indoeuropea da cui discendono anche “conoscenza” e “knowledge”.

Poggi ci parla in questo libro di un percorso Leggi tutto >

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