Autore: Elisabetta de Luca

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Dai dati raccolti dall’Agenda HR, l’annuale ricerca sui trend e le sfide per chi si occupa di gestire le persone che OD&M realizza con ESTE, è emerso che gli Amministratori Delegati nel 2018 puntano a implementare il wellbeing dei dipendenti, perché occuparsi del benessere delle persone aumenta la produttività.

Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo…i costi. Da una ricerca effettuata da Willis Towers Watson, so­cietà leader nella consulenza direzionale e organizzativa, è emerso che ben il 64% dei datori di lavoro italiani è preoccupato per la crescita dei costi dei benefit (a fronte del 55% dell’area Emea); il 50% per l’impatto dei cambiamenti normativi e il cambiamento dei benefit obbligatori; il 44% di avere un budget insufficiente per realizzare i cambiamenti necessari nei piani di benefit. Leggi tutto >

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Lo Smart working sta lentamente abbattendo l’ultima barriera che tiene i dipendenti (formalmente) legati alla postazione di lavoro ogni giorno della settimana: i perimetri aziendali.

A meno che il regolamento interno non lo vieti, lo smart worker, infatti, può lavorare ovunque, senza “precisi vincoli di luogo di lavoro”, come indicato nella Legge 81 del 2017. Al datore di lavoro spetta l’onere di redigere una informativa sulla salute e sicurezza. E, se si leggono i contenuti minimi che devono figurare nel documento, si comprende che quel “senza vincoli” è inteso proprio in maniera letterale. Leggi tutto >

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Le startup nascono per risolvere problemi o rispondere a esigenze comuni a molte persone, grazie all’uso della tecnologia. Molte di queste persone probabilmente sono dipendenti di aziende private. E allora perché non proporsi alle imprese come servizio di welfare? È questa l’idea che è venuta in mente a molti startupper che oggi collaborano con i provider che offrono piattaforme per la gestione dei flexible benefit o direttamente con le aziende, offrendosi come servizi di welfare. Lo rivela Lorenzo Tancredi, Socio di Italia Startup, un’associazione indipendente che nasce dall’aggregazione di soggetti privati. Leggi tutto >

genitori

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Di inclusione delle diversità in azienda se ne è iniziato a parlare già 30 anni fa negli Stati Uniti. Negli ultimi tempi il tema è molto sentito anche in Italia, tant’è che, secondo gli esperti, è in aumento nel nostro Paese il numero di persone che ricopre il ruolo di Diversity Manager. Ma quali sono le peculiarità di questa figura professionale?

Secondo Valentina Dolciotti, autrice del libro Diversità e inclusione, intervenuta alla Discussione organizzata da ESTE sull’impatto delle diversità sulle organizzazioni, in genere, chi si occupa di diversità in azienda è una persona delle Risorse Umane cui viene delegata anche questa responsabilità. Non esiste quindi un riferimento e sono ancora le grandi aziende a essere leader sul tema. Leggi tutto >

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