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Una mostra fotografica racconta il mondo del lavoro, di ieri e di oggi

Published on 18 giugno 2013

A cura di Daniela Rimicci

Il 13 giugno è stata inaugurata la mostra fotografica Il lavoro per i giovani, di ieri e di oggi, stabile per circa un mese, presso il locale Mojito Caffè −molto frequentato dai giovani− che da sempre promuove iniziative culturali di vario genere in città.

image 1L’iniziativa nasce nell’ambito di Cultural_mente_giovani, progetto ad ampio respiro promosso da Servizio Civile 2012 che ha coinvolto Informagiovani, Biblioteca e Musei del Comune di Lecco. Realizzata da alcune volontarie del Servizio Civile, la mostra rappresenta il mondo del lavoro di ieri e di oggi attraverso gli scatti fotografici di Chiara Grazia Moretti e le interviste curate da Silvia Bolis e Michela Luzzana. Le volontarie hanno ideato il progetto con l’obiettivo di mettere a confronto il punto di vista di adulti over 60 e ragazzi supportati da Informagiovani nella ricerca di un’occupazione.

Ho incontrato una di loro: anche Silvia è in cerca di un’occupazione dopo il diploma di perito turistico conseguito. Il servizio civile svolto presso Informagiovani è stato il suo primo ‘lavoro’, un tirocinio professionale tutorato da una figura senior dell’ente.

“È stata una bella esperienza – ci racconta Silvia Bolis − per diversi aspetti, soprattutto formativa. Ho imparato a gestire il lavoro a contatto con il pubblico e a entrare in qualche modo nella mente delle persone che cercavano supporto presso l’ente nella ricerca di un’occupazione. E, inoltre, mi ha dato spunti per riflettere davvero su ‘cosa fare da grande’ e dove farlo. Non ho, in questo momento, molta fiducia nel sistema Paese, mi piacerebbe avere delle esperienze all’estero e poi chissà…”

image 2Il progetto Cultural_mente ha visto una serie di iniziative per coinvolgere i giovani curate da diversi gruppi di lavoro. Ognuno era libero di scegliere un tema e realizzare la propria idea. Grazie al tirocinio svolto presso Informagiovani, per me e Michela la scelta è stata relativamente ‘semplice’, quasi automatica: ogni giorno eravamo a contatto con giovani che chiedevano il nostro sostegno. Abbiamo ascoltato storie di ogni tipo e, vista la possibilità che avevamo, abbiamo deciso di sfruttarla per raccontarle con l’obiettivo di dare ai nostri coetanei nuovi spunti per affrontare al meglio il mondo del lavoro”.

Durante le interviste sono emersi elementi interessanti. Molte le analogie tra giovani e adulti: entrambe le generazioni hanno dichiarato ostacoli non indifferenti nella ricerca di lavoro. Per i ragazzi ‘di oggi’ si tratta soprattutto della contingenza economica; per i ragazzi ‘di ieri’ si trattava della guerra…

“L’approccio nella ricerca del lavoro è un fattore di diversità, dagli strumenti (passaparola, internet, agenzie per il lavoro) alle aspettative. I ragazzi che oggi si ‘accontentano’ sono pochi, la maggior parte è laureata e vorrebbe trovare un’occupazione in linea con i propri studi; adulti e anziani avevano invece aspettative di stabilità, meno carrieristiche, pensavano più a ‘fare famiglia’.

Tra le problematiche maggiori i ragazzi riscontrano feedback mancati dalle agenzie per il lavoro e dalle aziende e, in ogni caso, pochi posti di lavoro a disposizione. Nelle posizioni aperte, inoltre, rilevano ricerche di personale con requisiti fin troppo alti con anni di esperienza alle spalle”.

È un po’ un ‘cane che si morde la coda’, è d’accordo?

“Sì. Informagiovani è un supporto alla redazione di un CV adeguato, ma l’arduo compito di ricerca del lavoro è tutto a carico delle persone. Di contro, da alcune interviste, una cosa interessante emersa − che personalmente non mi aspettavo − è che alcuni giovani hanno saputo reinventarsi e andare oltre quelle che sono le aspettative di carriera.

image 3Mi spiego: alcuni si sono adattati facendo dei lavori di cura o mestieri ‘manuali’, nonostante continuino a cercare il lavoro dei propri sogni; altri ancora hanno deciso di rimettersi a studiare”.

Certo è importante rimanere a contatto con la realtà, senza perdere mai di vista i propri obiettivi. Come dire: non siamo tutti ‘bamboccioni’ o ‘choosy’…

Informagiovani è un servizio pubblico, secondo Lei quali sono i punti di forza delle attività di sostegno ai giovani e al contrario su quali elementi c’è ancora del lavoro da fare?

“L’ente si occupa di quattro macro tematiche: lavoro, cultura, tempo libero e volontariato.

Riguardo al tema lavoro, i volontari aiutano a redigere un CV impostato secondo gli standard e offrono suggerimenti utili su canali e strumenti adeguati per la ricerca di un’occupazione, in Italia e all’estero. A mio avviso dovrebbero essere ampliate le iniziative a sostegno della cultura e del tempo libero e, inoltre, quelle in favore del lavoro. Andare un po’ oltre il CV e i suggerimenti”. Estendere, ad esempio, le attività in favore di un match reale tra domanda e offerta di lavoro? “Esatto. Il punto di forza è sicuramente l’offrire diversi spunti di riflessione sulle opportunità all’estero”.

Cosa si ‘porta a casa’ dalle interviste che ha realizzato? “È stato molto interessante e formativo intervistare soprattutto i meno giovani. Hanno dato alla nuova generazione dei consigli davvero preziosi. Hanno coraggio e forza ‘da vendere’. La maggior parte di loro ha rimarcato soprattutto un concetto: non mollate, mai, neanche quando ‘tutto’ sembra andare a rotoli”.

Da persone che hanno lottato durante la guerra abbiamo tutti qualcosa da imparare, sono preziosi per la comunità intera…

 
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