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Smart working, approvata la legge: come funziona in Italia il lavoro agile

Published on 11 maggio 2017

Via libera alla legge che regolamenta lo Smart working in Italia. Il 10 maggio 2017, dopo 16 mesi di discussioni in Parlamento, il Senato ha approvato definitivamente il nuovo ‘Statuto dei lavoratori autonomi’ (ribattezzato Jobs Act degli autonomi), al cui interno è contenuta la prima normativa nazionale sul Lavoro agile, considerata come “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” (a tempo determinato e indaterminato). Le norme si affiancano alle altre presenti nella nuova legge che si rivolgono, invece, alle partite Iva e a i collaboratori.

La normativa sullo Smart working fissa con chiarezza le nuove regole per la prestazione in modalità ‘agile’ con l’obiettivo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione vita-lavoro, ma senza creare una nuova tipologia contrattuale. Il focus, infatti, è sulla modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che deve avvenire in parte all’interno dell’azienda e in parte all’esterno, senza una postazione fissa ed entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale (i limiti sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva).

Smart_working_infografica

La legge impone l’obbligo di un “accordo scritto” da firmare all’inizio del rapporto di lavoro oppure durante il contratto: l’intesa prevede l’individuazione dei tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione dalle tecnologie. La scelta di svolgere il Lavoro agile non è definitiva: si può risolvere l’accordo in modo unilaterale da entrambe le parti (basta un preavviso).

Secondo la normativa, il trattamento economico e normativo del lavoratore smart non può essere inferiore a quello complessivamente applicati ai colleghi che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’azienda. Le riduzioni di compenso sono ammesse solo a fronte di accordi che prevedano la riduzione dell’orario di impiego (per esempio passaggio da full time a part time).

Il Jobs Act degli autonomi prevede inoltre che il datore di lavoro consegni allo smart worker un’informativa scritta contenente i rischi generali e specifici collegati alla nuova modalità di lavoro, con il rispetto del diritto del lavoratore alla tutela contro infortuni e malattie professionali. Tuttavia sull’aspetto di salute e sicurezza il Legislatore non ha fatto opportuna chiarezza, tanto che in molti hanno chiesto chiarimenti perché c’è il rischio di andare incontro a una nuova responsabilità oggettiva.

 
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