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Realizzare il sogno organizzativo si può?

Published on 10 febbraio 2014

Intervista a Rosanna Gallo, amministratrice unica di Eu-tròpia

a cura di Daniela Rimicci

Parliamo di dream management: nuova frontiera della formazione? No. Una società di consulenza se ne occupa da diverso tempo. Ogni persona ha sogni individuali. Esiste, però, un sogno organizzativo? Un sogno comune che ogni collaboratore può condividere e sposare? Sono possibili metodologie strutturate per decodificare una materia intangibile come quella dei sogni, delle emozioni? Come si realizza il sogno di un’organizzazione?

Abbiamo scambiato qualche battuta con Rosanna Gallo, amministratrice unica di Eutròpia, che da molti anni si occupa di supportare le aziende a decifrare e concretizzare il loro sogno organizzativo. Questa intervista testimonia che ‘ricominciare dai sogni’ si può. Come si può fare davvero la differenza, se si lavora uniti.

L’azienda nasce nel 2001 con un nome molto particolare. Ci racconta qualcosa dipiù?

Il nome Eu-tròpia nasce in un anno di grande cambiamento per l’Italia: l’anno dell’introduzione dell’euro.

Il suffisso Eu significa buono, mentre tròpia significa cambiamento. Eu-tròpia è, quindi, il nostro augurio di un buon cambiamento alle organizzazioni che seguiamo, ma anche proficuo, in termini di business, pensando all’euro e internazionale. In questi anni è stato determinante consolidare un network di alleanze strategiche che ci permette di accompagnare i nostri clienti all’estero, ma anche di accogliere in Italia i clienti dei nostri Partner.

Rosanna Gallo“L’impresa che cresce si nutre dei sogni di tutti quelli che la abitano” è uno dei vostri messaggi chiave. L’obiettivo è il successo organizzativo. Se partite dai ‘sogni’, quindi l’intangibile per antonomasia, come fate a raggiungere dei traguardi concreti con i vostri clienti?

Per noi il sogno comprende la vision, è un progetto per il futuro e fornisce la spinta, la motivazione e il coraggio di perseguirlo, affrontando anche le sfide più difficili. Eu-tròpia parte dall’ascolto, dalla diagnosi organizzativa, per ‘portare a galla’ aspettative, desideri, sogni; apre alla condivisione tra i gruppi e all’interno dell’organizzazione e facilita la definizione e realizzazione dei sogni con il supporto metodologico necessario.

Il primo intervento del nostro percorso è diagnostico: capire e definire insieme il sogno organizzativo con il top management. Talvolta il sogno è poco chiaro oppure è chiaro ai singoli, ma difficilmente viene esplicitato al gruppo. Ad esempio, nella mia esperienza ho potuto verificare che spesso le persone vivono un sogno comune con la convinzione che esso sia individuale e, alla base, vi è la mancanza di condivisione. A seguito di interviste al management team, noi restituiamo loro i risultati dell’indagine per renderli consapevoli che il sogno era comune e, ancora più spesso, comunicato con le stesse parole…

L’effetto sorpresa generato è incredibile. Il sogno condiviso diventa il ‘collante’, il legame forte del management team, che diventa modello per altri team. Una volta delineato e specificato il sogno, si articolano gli step e la metodologia per renderlo concreto: più esso è chiaro, differenziato e focalizzato più sono chiari ed efficaci gli strumenti con cui perseguirlo e realizzarlo.

Vi occupate di sviluppo Risorse Umane… Può dirci di più? Quali valori portate con voi nelle relazioni professionali?

Siamo assessor internazionali, fra primi esperti di modelli di competenze in Italia, e spesso siamo chiamati a misurare le competenze manageriali, i valori e il potenziale. Poi interveniamo nello sviluppo con development centre, coaching (executive, shadow, team, individual, brief) e formazione esperienziale (leadership LAB, team building e teamworking). Oppure collaboriamo con il management team nella ricerca di scenari e trend per definire vision e mission aziendale e affianchiamo l’Hr nella progettazione e implementazione della strategia per le persone. Abbiamo partnership internazionali per la leadership adattiva, emotiva e situazionale e una rete di assessor e coach in tutto il mondo. Effettuiamo ricerche e interventi sul benessere organizzativo, la valutazione dello stress lavorocorrelato, il cambiamento culturale. Avendo psicologi del lavoro e psicoterapeuti abbiamo anche un’area di counseling e ‘sportelli’ nelle scuole e in alcune aziende. Credo che i valori del merito, delle pari opportunità, della diversità, della solidarietà organizzativa siano chiaramente riconoscibili nel nostro approccio.

Qual è il ruolo con cui entrate nelle realtà organizzative?

Interventi per le persone e per le organizzazioni che cambiano è, non a caso, il ‘pay-off’ della nostra brochure. Un nostro cliente ha suggerito di modificarlo in “interventi che cambiano le persone e le organizzazioni”. La nostra è una partnership con il cliente, infatti tutti gli interventi sono co-progettati: il nostro obiettivo è agire nell’area di interesse comune fra le persone e l’organizzazione. Questo è anche il fil rouge che accompagna i nostri rapporti con le aziende: il vantaggio reciproco fra persona e organizzazione. Abbiamo seguito molte imprese e molti individui singoli che testimoniano la concretezza del nostro approccio e questo ci offre l’autorevolezza necessaria a comunicare e agire partendo dai sogni delle persone. I nostri clienti partecipano a un network, professionale e valoriale di spessore: hanno competenze e sensibilità non comuni e noi desideriamo metterli in connessione con altre persone ‘speciali’.

Il benessere delle persone cosa significa per lei? Come interpreta il tema?

Il nostro slogan è benessere e performance. Questo messaggio nasce, prima di tutto, da una nostra caratteristica distintiva, rispetto alle altre società di consulenza. Da sempre ci occupiamo di benessere organizzativo: siamo convinti sia un elemento di svolta e crescita per le persone e per le imprese, e lo confermano le numerose ricerche che abbiamo pubblicato in questo ambito. Si tratta ormai un’evidenza scientifica: se le persone stanno bene sono molto più produttive, collaborative, ideative e creative.

Affinché questo accada, però, è necessario un ambiente di lavoro che crei le condizioni adatte: le persone devono avere fiducia, sentirsi libere di esprimersi al meglio ed essere guidate da leadership partecipative che abilitino altre leadership.

Il benessere consente la libera espressione delle persone in azienda finalizzata allo sviluppo personale, professionale e del business. Siamo convinti che se le persone possono accrescere il proprio know-how e condividerlo, le organizzazioni a loro volta cresceranno: il vantaggio è reciproco. La realtà dei mercati è oggi davvero complessa, incerta e richiede competenze diversificate per poterla affrontare, tuttavia non si può più prescindere dal benessere di tutti, dal top manager al collaboratore. Da soli non si può andare molto in là. Il gruppo di lavoro composto da diversità può, al contrario, affrontare l’incertezza e vincerla.

Un direttore del personale, che afferma di occuparsi di benessere, cosa dovrebbe fare secondo lei?

Entrando nel cuore di molte organizzazioni, osserviamo spesso che gli interventi di benessere si limitano a programmi di welfare aziendale con l’offerta di servizi ‘salvatempo’. Tempo che dovrebbe essere destinato a un miglior work-life balance, ma che, in alcuni casi, viene dedicato al lavoro… Il welfare aziendale è lodevole, ma è solo una parte di benessere organizzativo. Eu-tròpia ha effettuato le prime ricerche, già 15 anni fa, documentate dalle nostre pubblicazioni, in merito a questo tema nelle organizzazioni private, pubbliche e del no profit. Questi settori hanno registrato indicatori comuni per il benessere organizzativo: equità, pari opportunità di sviluppo e carriera, valore della diversity, gioco di squadra, comunicazioni aperte e trasparenti, capacità di affrontare i conflitti in modo costruttivo. Ma gli indica tori più rilevanti di benessere o malessere sono legati alla leadership: una linea di comando autoritaria causa paura, individualismo, competizione interna ed energie orientate a difendersi anziché a innovare, mentre una leadership partecipativa abilita altre leadership, fornendo quella learning agility che fa crescere persone e organizzazioni.

Ecco, a un direttore delle risorse umane suggerisco di garantire processi di ascolto, di misura e di crescita per tutti, di verificare che i valori della solidarietà organizzativa, della meritocrazia e del risultato siano la cinghia di trasmissione del sistema.

Ci racconta il progetto che le ha lasciato un ricordo indelebile?

I ricordi belli sono davvero tanti. Mi hanno intrigato, particolarmente alcuni progetti da mission impossible: il cliente, inizialmente restio a rivolgersi a psicologi del lavoro, perché in certi casi considerati ‘l’ultima spiaggia’, si è poi coinvolto in modo significativo, rendendo il progetto un vero e proprio successo. Uno di questi riguarda un progetto di dream management in cui le persone, tendenzialmente over 50, erano nello stesso ruolo da più di vent’anni e si rivolgevano ai colleghi con il cognome e in forma di cortesia. Era davvero stravagante per loro sentir parlare di emozioni, sogni e trasparenza comunicativa. In sede individuale ci avevano comunicato lo stesso sogno, con le stesse espressioni: è stata la leva che mi ha spinta a persistere oltre le resistenze. Il sogno, che è diventato di tutti, si è rivelato una vera rivoluzione organizzativa. Successivamente abbiamo gestito diversi team building residenziali per sperimentare che le emozioni, anche impattanti, erano l’elemento di comune esperienza che, in brevissimo tempo, consentivano una comunicazione più diretta, chiara e confidenziale. Le persone a questo punto si cercavano, avevano voglia di lavorare insieme, condividere informazioni e opinioni per raggiungere gli obiettivi; erano riusciti a trasferire l’entusiasmo anche alle seconde linee con un effetto a cascata, per tutta l’organizzazione. In breve tempo il risultato fu evidente, e riconoscibile, all’interno come all’esterno dell’azienda. Successi simili, da condizioni di partenza difficili, li abbiamo conseguiti anche con altri nostri clienti, appartenenti a settori diversi, ad esempio, nel farmaceutico, nelle banche e nell’IT.

I top manager spesso dimenticano che le persone in azienda li osservano continuamente: vedere un team di prima linea collaborativo, coinvolto e motivato, fa la differenza… Le emozioni, nel bene o nel male, sono contagiose.

Lei è amministratrice unica di un’azienda presso che al femminile. Che aria si respira da voi?

Ogni consulente ha l’obiettivo di fare bene il proprio lavoro e di mantenere le proprie passioni. La nostra idea di fondo è che un professionista in gamba è, prima di tutto, una persona in gamba. Poiché trascorriamo la maggior parte del tempo con i clienti, abbiamo cura nel tutelare e mantenere momenti di confronto e di apprendimento; ad esempio i brainstorming, in cui ognuno porta il suo contributo in uguale misura, dal senior allo stagista, per architettare nuovi interventi e progettare innovazioni. Praticare il benessere cercando di mantenere un buon livello di work life balance, per poterlo trasferire anche agli altri. Chi lavora con noi, oltre alle competenze ‘tecniche’ necessarie, deve avere alcune competenze imprescindibili: saper fare squadra, ricercare e dare feedback con fiducia e trasparenza e continuare a studiare per un miglioramento continuo; queste competenze sono funzionali all’obiettivo di Eu-tròpia: fare innovazione. Ognuno porta con sé il proprio bagaglio, passioni, pensieri, notizie apprese, ‘contaminazioni positive’, idee che possono generarsi, grazie anche ad attività extra-lavorative… L’innovazione comincia da noi stessi, dal guardarci intorno, dall’autosviluppo.

Il team di Eu-tropiaQual è il vostro sogno comune più grande?

Siamo nati con un grande sogno: occuparci di consulenza di altissima qualità, saperla trasmettere alle organizzazioni e dimostrare che si può fare la differenza; soprattutto praticare il walk the talk, cioè fare dentro quello che si propone fuori, coerentemente. Il nostro sogno è diventato realtà per noi e vogliamo raccontarne il segreto agli altri: che il benessere e la performance di successo sono strettamente correlati. Quest’anno lanciamo una nuova linea di servizi, Eutròpia Smart, nata dall’idea di estendere a tutti i nostri interventi, e quindi, non solo top management, prime linee e talenti: le organizzazioni hanno bisogno del miglior contributo di tutti per svilupparsi. Questa linea di servizi, a catalogo, promette i basics: un servizio semplice, snello ed efficace, che mantiene il know-how e la stessa certificazione di qualità degli altri servizi di Eu-tròpia. In questo modo abbiamo la possibilità di raggiungere tutti i livelli dell’organizzazione e accompagnarla appieno verso la realizzazione del proprio sogno. Infine, poiché il nostro sogno di benessere è ad ampio raggio, destiniamo una percentuale del nostro fatturato ad attività no profit o gratuite.

 
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