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Direzione del Personale, competenze e prospettive future

Published on 4 aprile 2017

La giornata del Convivio di Persone&Conoscenze, dopo la sessione plenaria che ha inaugurato l’inizio dei lavori sul tema ‘Come creare occupazione in Italia‘, è proseguita con una prima tavola rotonda incentrata sul ruolo delle Risorse Umane, fra competenze e possibili evoluzioni future.

Marco Bossi, Managing Director di Talentia Software, ha individuato tre elementi in particolare a cui le Direzioni del Personale devono essere sempre più attente: people strategy, innovazione e tecnologia. “In molte aziende di medie dimensioni, l’HR si limita ancora ad avere una funzione esclusivamente amministrativa, mentre invece cresce la richiesta di contribuire al business creando una strategia condivisa”, ha constatato Bossi. “L’innovazione è portatrice del cambiamento che implica la ristrutturazione organizzativa, volta alla creazione di nuovi processi e all’aggiornamento di quelli già esistenti. Infine, per quanto riguarda la tecnologia, la Direzione del Personale deve mostrarsi proattiva, dotandosi di strumenti che aiutino nell’attuazione della strategia stabilita”.

Dal suo osservatorio privilegiato, Angela Gallo, Presidente di IdeaManagement Human Capital, ha riportato i dati della survey svolta in partnership con Este Employability e Competenze, in merito alle competenze importanti per la professionalità dell’HR: “Le difficoltà maggiori si riscontrano all’interno delle organizzazioni, mentre si manifesta ancora poco interesse rispetto a quanto avviene al di fuori, tanto che le principali sfide riguardano (e sempre più riguarderanno) la comprensione del cambiamento del contesto”. Inoltre, ha approfondito Gallo: “Presentano considerevoli criticità anche le relazioni personali interne, a causa della costante tensione emotiva dei manager: in un simile contesto, le competenze richieste alla Direzione del Personale riguardano inevitabilmente la gestione del conflitto, la comunicazione e la sfera cognitiva, con la capacità di sviluppare pensiero prospettico, non soltanto il problem solving”.

Tavola_rotonda_direzione_personale

D’altra parte, ha rilevato una sostanziale diffidenza nei confronti dei processi di digitalizzazione Andrea Langfelder, HCM Business Consultant di Oracle: “La tecnologia spesso spaventa e appunto per questo è necessario partire da un approccio culturale differente”. Raccontando la propria esperienza, Langfelder ha spiegato: “Il social networking introdotto per comunicare all’interno dell’azienda ha notevolmente cambiato il modo di interagire fra colleghi. Credo debba ancora maturare la consapevolezza che esistono strumenti capaci di determinare un vero salto quantico, in modo da poter dedicare più tempo ed energie alla formulazione di una strategia di business”.

Guardando al prossimo futuro, nel 2020 i Millennian costituiranno il 50% della forza lavoro. Partendo da questo dato, Emanuele Lazzarini, Manager di Rwa Consulting, ha illustrato quali sono le richieste che le nuove generazioni rivolgono alle aziende: “Diventa centrale il tema del benessere e della qualità sul luogo di lavoro, perciò welfare e Smart working rappresentano fattori chiave per definire la brand reputation e la conseguente retention di talenti sempre più rari”. Le aziende stanno introducendo questi elementi con velocità differenti; prosegue Lazzarini: “C’è da sperare che le grandi aziende abbiano funzione di traino anche nei confronti delle PMI”.

Alessandro Protti, Direttore Risorse Umane di Dompé Farmaceutici, ha individuato nella funzione Risorse Umane un ruolo sociale, dal momento che possiede un punto di vista unico: “Abbiamo la possibilità di contaminare i luoghi dove lavoriamo, poiché la nostra mission deve tradursi nell’essere alimentatori del cambiamento e del relativo miglioramento dell’azienda”. Rispetto alle competenze, Protti ha aggiunto: “Bisogna lavorare sulla cultura dell’errore, sviluppare curiosità verso ciò che è diverso da noi per trarne spunti di innovazione, creare l’emozione del cambiamento e imparare a misurare il time to get up, la capacità di rialzarsi dopo il fallimento: sono i brutti anatroccoli che hanno imparato a sollevarsi che rappresentano i veri trascinatori”.

 
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