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|Reportage| Costruiamo il futuro con la formazione

Published on 24 novembre 2014

Il 20 novembre scorso si è tenuta la II edizione milanese del convegno Formare e Formarsi presso l’Hotel Ramada Plaza. Grande l’attesa per la premiazione dei vincitori  della I edizione del Prodotto formativo dell’anno, il concorso promosso da Persone&Conoscenze ed ESTE rivolto ai protagonisti del mondo della formazione. Alla sua prima edizione 2014 l’iniziativa  ha visto la partecipazione di 101 aziende candidate. Il 14 novembre l’insindacabile giudizio della giuria ha proclamato il vincitore del concorso e i vincitori di premi e menzioni speciali designati in una top ten finale.

Francesco Varanini, Direttore Responsabile di Persone&Conoscenze. Chiara Lupi, Direttore Editoriale di Este. Lauro Venturi, Direttore CNI ECIPAR Modena. Piero Trupia, Linguista, cognitivista e filosofo del linguaggio. Michele Bavaro, Direttore Risorse Umane di Gruppo Uniqa Italia. Alberto Piccolo, Vice President, Head of Training Centre di Deutsche Bank. Questi i membri giurati che hanno proclamato e premiato il 20 novembre My Equilibrium come vincitore del Prodotto formativo dell’anno (I Edizione 2014).

vincitori

MyEquilibrium, presentato da Askesis, è stato giudicato un prodotto con un interessante utilizzo di una metodologia usata per la buona gestione aziendale applicata all’equilibrio complessivo della persona. E, inoltre, il prodotto – vendibile e scalabile – corrisponde a un bisogno diffuso di focalizzarsi della persona nella sua interezza e propone un mix di strumenti che fanno leva su aspetti relazionali forti.

I membri giurati, inoltre, hanno individuato dei premi speciali nella rosa di dieci candidati finalisti. Esperienza wellness e training motivazionale di 6più si aggiudica il Premio Benessere. goFLUENT LIVE PREMIUM PLUS di goFLUENT si aggiudica il Premio Formazione Linguistica. Ritornare in Gioco di Fondazione Consulenti per il Lavoro si aggiudica il Premio Valenza Etica. SkillGym di LifeLike si aggiudica il Premio Tecnologia.

La giuria ha premiato, infine, altri cinque prodotti formativi della top ten dei candidati per merito con una menzione specialeMethodos Sitcom di Methodos. Happy Tour Game di AdHoc Management. Language Snacks di TJ Taylor. Come migliorare l’efficacia del rapporto formazione-lavoro di Politecnico Calzaturiero. DoubleBMaster di EXECO.

Guarda i vincitori e i candidati della I edizione 2014

 

GALLERY DEI VINCITORI

 

Le voci del convegno Formare e formarsi 2014

“Costruiamo il futuro con la formazione” dice il direttore della rivista. “La situazione che l’interno Paese sta vivendo porta a considerare necessario un cambiamento nei modi di agire – continua Francesco Varanini -. Il futuro al quale dobbiamo guardare non consiste in un modello già dato, o nel perseguimento di strategie definite. Il senso della parola ‘futuro’ si avvicina per analogia a espressioni dalla stessa origine latina: nascituro, venturo. Il futuro è prepararsi a essere. La formazione, quindi, è una leva imprescindibile nel processo di costruzione: non modellata su un programma, ma una formazione orientata alla scoperta e alla costante ricerca di soluzioni. La formazione deve essere legata al progetto personale di ognuno: una formazione-intervento, una action learning”.

L’amministratore unico di Risfor, Prof. Massimo Bruscaglioni, testimonia di un futuro possibile per quelle aziende che decideranno di essere dinamiche. “La formazione personalizzata può essere sostenibile anche su grandi numeri, ma le organizzazioni e le persone che fanno parte devono diventare dinamiche. Tutti parlano di ‘centralità‘ della persona in azienda: è un mito o è una realtà?  Si tratta più, a dire il vero, di due tipi di dimensione aziendale. La dimensione stabile del funzionamento operativo e la dimensione dinamica evolutiva generativa dell’organizzazione. La formazione deve essere incentrata sull’auto-sviluppo delle persone al dinamismo per ottenere l’innovazione strategica aziendale. La metodologia di misurazione e fotografia della dinamicità individuale e collettiva devono essere articolate sui motori dello sviluppo della dinamicità, con azioni concrete non difficili da individuare nella nuova prospettiva, andando oltre i limiti delle tradizionali indagini di clima”.

Il direttore di Quadrifor, Roberto Savini Zangrandi, a fronte dei mutamenti rapidi che stanno cambiando radicalmente il mondo del lavoro conferma che “oggi deve cambiare il modo di progettare, produrre, gestire servizi, organizzare, comunicare e distribuire tutti i processi di lavoro. È indispensabile supportare, in particolare, il middle management delle imprese nell’acquisire conoscenze e competenze per ‘leggere’ il contesto in una visione sistemica con nuovi strumenti e leve. Rispetto all’evoluzione digitale l’Italia è ancora arretrata culturalmente: bisogna lavorare ancora molto per sensibilizzare aziende e persone riguardo alla portata del fenomeno di una vera e propria economia digitale. In questo senso la figura del middle manager oggi è protagonista assoluta all’interno delle aziende come ‘traghettatore’ del cambiamento”. Secondo Tiziana Baracchi, responsabile area valutazione e monitoraggio di Fondartgianato la situazione generale sotto il profilo economico, produttivo e sociale è da tempo interessata dal perdurare di una fase di crisi, che si può meglio configurare come un vero e proprio processo di transizione dal modello fordista verso una nuova dimensione di economia di sviluppo fondata sulla conoscenza. “Le persone e i loro saperi divengono così i fattori essenziali per garantire il successo di un brand piuttosto che il business aziendale. Si tratta, quindi, di mettere al centro degli investimenti primari le idee e la creatività dei singoli in un’ottica di bene e sviluppo collettivo”. Fabio Gabbiani, direttore formazione del gruppo Carrefour, racconta che “la formazione in azienda è un luogo di incontro e di dialogo tra persone e azienda per favorire la costruzione di un ‘noi’ condiviso, che permetta sia agli individui sia all’azienda di crescere insieme in un processo di formazione continua. La formazione è al fianco del business, per supportarlo sia in termini di acquisizione e rafforzamento di competenze richieste, in termini di supporto all’innovazione e allo sviluppo organizzativo. In Carrefour è intesa come un ‘viaggio di scoperta’ che richiede a ciascun partecipante la voglia di ‘esserci’ e di mettersi in gioco ogni giorno”. Sergio Borra, amministratore delegato di Dale Carnegie, analizza una ricerca recentemente condotta da Dale Carnegie Training per rispondere a una delle domande più frequenti nelle aziende: qual è il modo migliore per incoraggiare e motivare i collaboratori e creare un clima di engagement? “La ricerca ha provato che il ritorno ad alcuni concetti semplici ma tutt’altro che banali, come la valorizzazione delle persone a livello individuale e professionale, la fiducia e l’empowerment sono alcuni aspetti culturali che le organizzazioni e il dipartimento Hr devono saper diffondere per dare vita a un ambiente lavorativo positivo, innovativo e finalizzato all’eccellenza con efficaci relazioni interpersonali tra il management e i collaboratori“. Alberto Merlo, Hr business partner & field force training manager del gruppoRoche racconta che “il contesto di mercato in cui tutti operiamo è caratterizzato sia da un repentino cambiamento della domanda/offerta sia da un continuo cambiamento dell’asse legislativo/burocratico. Per questi motivi la persona acquista un ruolo centrale nell’efficacia ed efficienza aziendale. In Roche, sviluppare i talenti e migliorare le competenze è sempre stata una delle priorità aziendali con l’obiettivo di far evolvere le competenze professionali dalla field force in sinergia con l’evoluzione e il cambiamento dello scenario interno ed esterno”. Il Presidente e Chief eXperience Officer WayOut Consulting, Giorgio Nicastro, parla di una nuova economia della partecipazione, dove tutti vogliono condividere, dettare le regole del gioco e di chi, questo, lo deve gestire. “Il gioco non si può fermare ma ci si può allenare per vincere. Manager e aziende richiedono nuove competenze e strumenti che favoriscano la creazione di una cultura del miglioramento, che si rifletta nel modo in cui le persone interagiscono con i clienti, portando valore all’impresa”. Barbara Squarci, responsabile formazione di AXA Italia, testimonia che “gestire la formazione oggi in una multinazionale significa raccogliere le esigenze di tutte le anime che compongono il mondo AXA in Italia, significa costruire percorsi di formazione comuni che integrino conoscenze e competenze e che permettano alle persone di vivere esperienze formative in modo integrato. La chiave del successo oggi consiste nella capacità di integrare tradizione ed innovazione, con una funzione Hr che sia fortemente legata al business ed ai suoi meccanismi, unendo elementi di novità legati al mondo digital a percorsi formativi consolidati per cogliere il meglio da entrambi”. Roberto Degli Esposti, managing partner e business coach di SCOA racconta come “l’esperienza di business coach in questi anni ci  ha  portato a identificare alcuni temi di forte attualità sui quali abbiamo costruito dei percorsi che trattano competenze e strumenti fondamentali per gestire la complessità e le opportunità di questo periodo economico”. La responsabile formazione di Compagnia Energetica Italiana, Pamela Polvani, spiega che “il tessuto dell’imprenditorialità italiana è costituito principalmente da imprese di impostazione e tradizione famigliare. Il passaggio generazionale e le convivenza di generazioni nuove con le precedenti nell’impresa è un fatto quotidiano, ma il riscontro è che per lo più non si riesce a superare la seconda generazione. Le imprese soffrono il passaggio generazionale poiché spesso non è preparato culturalmente, quindi non è gestito tempestivamente. La logica del conflitto supera quella della proposizione e della ri-progettazione. La funzione della consulenza formativa può essere un valido aiuto per dare forza alle imprese, accompagnarle nella transizione generazionale e rafforzare il successo dell’impresa”. Andrea Meregalli, sales executive di  GoFluent, testimonia come “il mobile learning sia entrato in molti uffici portando con sé opportunità per l’azienda e per le sue persone, ma anche dinamiche nuove da gestire come il BYOD o il telelavoro. L’utilizzo di strumenti tecnologici sempre a disposizione oggi è uno dei fattori critici di successo: è necessario sfruttare le piccole disponibilità quotidiane per rendere più efficace il proprio percorso di apprendimento.  L’integrazione di strumenti semplici da usare e contenuti business autentici permette al docente di guidare e motivare lo studente verso il raggiungimento degli obbiettivi aziendali”. Dario D’Afflisio, capo selezione, collocamento ed euroformazione del Comando Militare Esercito Lombardia racconta “il progetto Sbocchi Occupazionali, attraverso le sezioni territoriali inserite nei Comandi Militari Esercito, si estrinseca attraverso un ventaglio di attività che spaziano dall’orientamento alla formazione professionale, alla frequenza di stage/tirocini per l’individuazione di possibilità occupazionali fino al riconoscimento delle competenze formali/informali acquisite durante la vita militare. Strumenti resi efficaci anche attraverso la stipula di convenzioni con organismi pubblici o privati, e il monitoraggio della riserva dei posti nei concorsi nei bandi di concorso delle pubbliche amministrazioni e con una banca dati di circa 20.000 giovani aderenti al progetto”. Il comandante Manuel Tavilla, fondatore di Aniformar, spiega che “dopo gli episodi legati alla cronaca nazionale negli ultimi anni, tutto il comparto della navigazione ha subito un forte impatto sia a livello economico sia a livello sociale e, quindi, di immagine pubblica. Da allora è emersa l’esigenza di ‘riscattare’ la ‘categoria’. Dal nostro punto di vista era, ed è tutt’ora, doveroso sensibilizzare la società, diffondendo in modo continuo una cultura orientata alla sicurezza in mare con attività concrete e programmi di formazione tecnica-specialistica per ‘uomini di mare’ come i soldati dell’Esercito Italiano che presidiano ogni giorno le coste nazionali”. Max Monaco, Fondatore e Amministratore Unico di  6più, spiega come il coaching motivazionale e la pratica del podismo, insieme, siano strumenti di crescita delle persone. “La corsa e il cammino sportivo sono ormai un vero e proprio fenomeno sociale che coinvolge milioni di persone. C’è una sensazione che accomuna tutti coloro che corrono o camminano, una sorta di ‘euforia’. Dopo aver fatto del movimento ci si sente stanchi ma felici, di buon umore e pieni di energia. L’utilizzo del movimento più naturale degli esseri umani unito al coaching motivazionale sono oggi strumenti semplici e molto efficaci per la costruzione dell’esperienza di autosviluppo e crescita delle risorse”.  Stefano Mauro Sgambati, training manager di Goodyear Dunlop Tires Italia racconta di un settore, quello dei pneumatici, che ha sofferto meno di altri comparti gli effetti della crisi. “Riduzione delle percorrenze chilometriche, rallentamento del tasso di sostituzione dei pneumatici, maggiore ricorso agli interventi di riparazione, crescita del mercato dell’usato, sono tutti fenomeni associati alla crisi e alle conseguenti ‘strategie di sopravvivenza’ messe in atto dai consumatori, che hanno inevitabilmente impattato sui volumi e sui margini della filiera (produttore-distributore-rivenditore). In tutto questo, la formazione si inserisce come leva potente per presidiare e rafforzare il vantaggio competitivo: è in grado di agire sulle resistenze al cambiamento e lo fa particolarmente bene quando si avvale di metodi e tecniche di affiancamento sul lavoro (coaching) che facilitano il trasferimento e il consolidamento degli apprendimenti nel quotidiano lavorativo”. Gian Luca Sanna, training manager di Berner, testimonia che “è sempre necessario fornire le competenze iniziali al nuovo assunto ma si può anche osare condividendo subito un sapere specialistico e lasciando a lui il compito di ricercare le fonti dei fondamentali. La logica accademica si scontra con la dialettica aziendale e la formazione è chiamata a una scelta. L’obiettivo, in Berner, è incrementare l’efficacia dei neo assunti sin dal primo momento”.

 

Reportage integrale su P&C n. 100 (novembre-dicembre)

 
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