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ADP, l’importanza dei Big data nell’HR per le Pmi

Published on 4 novembre 2016

L’innovazione tecnologica è la leva abilitante per una nuova era della funzione Risorse Umane.
Sempre più la crescita internazionale delle imprese è legata all’abilità delle HR nell’adeguarsi alle direttive locali, nel sostenere l’afflusso di nuovo personale in azienda e nel garantire la coerenza dei dati in tempi brevi.
Per svolgere queste attività, le Risorse Umane devono iniziare a sfruttare i numerosi benefici offerti dall’utilizzo dei Big data e dalle analisi predittive che consentono di ottimizzare la pianificazione della forza lavoro, ma anche di rendere l’organizzazione più veloce, più semplice e più agile; inoltre i sistemi informativi e tecnologici avanzati –dalle informazioni sul payroll globale alla formazione online– sono in grado di offrire ai Direttori del Personale maggior tempo da dedicare agli aspetti strategici, e, allo stesso tempo, garantirebbero maggiore trasparenza e una diretta accessibilità per tutti: manager e dipendenti.
Per sensibilizzare le imprese sull’importanza dei Big Data nell’ambito delle Risorse Umane e dei benefici collegati alla tecnologica, ADP, società leader a livello mondiale nell’ambito Human Capital Management (HCM),  organizza in collaborazione con Este un roadshow dal titolo Dimenticare il cedolino e concentrarsi sullo sviluppo dell’azienda nelle principali (clicca qui per iscriverti all’evento) con tappe in programma a Udine (10 novembre), Verona (22 novembre), Ancona (30 novembre) e Napoli (19 gennaio).

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Nel corso del roadshow di ADP sono affrontate tutte le problematiche connesse al mondo Vuca (Volatile, uncertain, complex, ambiguous), acronimo coniato negli Stati Uniti per sintetizzare il difficile periodo economico attuale che mai come oggi condiziona le scelte imprenditoriali, in termini di investimenti e sviluppo, e rende quindi il contesto appunto volatile, incerto, complesso e ambiguo.
Al tempo stesso, però, grazie all’innovazione tecnologica, le organizzazioni dispongono di sempre maggiori strumenti per fronteggiare queste situazioni di crisi.
L’iniziativa di ADP nasce proprio per stimolare le imprese italiane a utilizzare in maniera più organica e puntuale questi strumenti.
In molti casi, infatti, le aziende non riescono a sapere esattamente cosa stanno facendo i propri dipendenti, secondo quali modalità (in termini di produttività) e, sovente, perfino perché lo stanno facendo (con evidenti implicazioni sui fattori di coinvolgimento e motivazione). Addirittura, parecchie imprese non sanno nemmeno quanti dipendenti hanno in un preciso momento, specialmente se sono presenti lavoratori interinali e a progetto.

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Secondo una ricerca internazionale condotta da ADP la motivazione di queste scarse conoscenze è legata principalmente all’ambito informatico e tecnologico: il 37% dei dati di imprese di media grandezza è infatti ancora affidato a Excel o a database affini.
Inoltre, sempre secondo i dati dello studio, oltre sei aziende su 10 vogliono aumentare le spese nell’ambito dell’HR e solo l’8% reputa “adeguato” il proprio attuale team per le analitiche HR.
Secondo i dati ADP, poi, circa l’80% dei CEO sostiene che le tecnologie mobili e le analitiche dei dati siano elementi chiave per la loro strategia aziendale. Eppure, nella maggior parte delle organizzazioni i molteplici sistemi interni causano considerevoli perdite di tempo e risorse, il cui costo totale è enormemente sottostimato. Si pensi al payroll: oltre il 60% dei costi colegati al cedolino è nascosto; secondo ADP, il payroll, in combinazione all’amministrazione del personale e dei benefit, determina il 35% dei costi totali di HR.
Infine si valutino i risultati di uno studio condotto da CFO Research in collaborazione con ADP: oltre il 60% dei Direttori Finanziari ritiene che negli ultimi due anni la pressione per mantenere la compliance con le normative in materia di tasse, lavoro e retribuzione è aumentata, mentre il tempo concesso alle imprese si è ridotto.

 
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